Visualizzazione post con etichetta extra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta extra. Mostra tutti i post

mercoledì 20 maggio 2009

Ridere

Era molto tempo che non ridevo in questo modo. Di sghignazzate ne ho fatte e ne continuo a fare di grasse e saporite, bazzicando soggetti a tratti folli e incontenibili. Ma di risa ce ne sono di tanti tipi, scatenate dalle più diverse situazioni. Risate dolci, amare, sciocche, immotivate, sforzate, genuine o solo accennate.

E’ un vero godimento quando ti prende una risata spontanea, cristallina, incontrollabile, che lasci fluire senza paura e senza sapere quando finirà. Una risata che apre i rubinetti dell’anima e lascia che questa si sfoghi e sgorghi copiosa, liberandosi di ansie e paure, fino a sgombrare completamente petto e mente. Una vera valvola di sicurezza che facendo tabula rasa permette di riprendere il calamaio e disegnare con tratti nuovi il nostro essere. Difficile prevedere la percezione dall’esterno, ma viverla è meraviglioso.

Meraviglioso è ancora più il motivo che la fa scaturire, quando è pace, tranquillità, calore. Ritrovare una sensazione che si credeva persa e che si temeva di non recuperare mai più, riscoprire il piacere di un gesto che è dare ed essere al contempo. Ritrovarsi e capirsi, tornando a percepire chi siamo noi in virtù della realtà che abbiamo definito intorno a noi stessi.

E allora si ride, perché si percepisce quanto siamo piccoli e sciocchi e quanto poco ci basterebbe per essere felici.

[Un video che calza a pennello...]


venerdì 20 marzo 2009

Il Panino più Buono del Mondo

Se qualcuno ha avuto l'occasione di vedere lo splendido Spanglish con Adam Sandler, dal regista di Qualcosa è Cambiato, non potrà essersi dimenticato del glorioso panino che il protagonista si prepara dopo il lavoro.
Quando vidi per la prima volta il film nei contenuti speciali trovai la ricetta e quindi anche io ho potuto godere di questa prelibatezza americana.

Recentemente mi è tornato in mente e l'ho riproposto in casa, riscuotendo grande successo, per cui ho deciso di rendervi partecipi e lasciarvi decidere se rischiare la vostra linea e la vostra rigorosa dieta (vero Mari?) fornendovi tutte le info necessarie alla preparazione.
Mi raccomando, servite il panino tagliato in due facendo colare il tuorlo!

Ingredienti

3-4 striscioline di bacon
2 fette di formaggio
2 fette di pane toscano
1 cucchiaio di maionese
4 fette di pomodoro
2 foglie di lattuga
1 cucchiaino di burro
1 uovo

NB: come formaggio io ho usato dell'Edamer, al posto del bacon si può mettere dello Speck, meno pesante, più raffinato

Preparazione

1. Abbrustolire il bacon fino a renderlo croccante, asciugare su carta da cucina
2. Mettere il formaggio su una feta di pane. Abbrustolire o mettere in forno fino a farlo sciogliere
3. Spalmare la maionese sull’altra fetta, coprire con bacon, pomodori e lattuga
4. Far sciogliere il burro su una padella antiaderente, friggere l’uovo mantenendo il tuorlo liquido
5. Adagiare l’uovo sulla lattuga e coprire con l’altra fetta di pane (formaggio a faccia in giù)
6. Impiattare e tagliare in due il panino, lasciando colare il tuorlo

Caratteristiche Nutrizionali

Ogni panino (4 fette di bacon) contiene:
1,115 calorie, proteine 52 g; carboidrati 50 g; fibre 4 g; grassi 48 g di cui 30 saturi; colesterolo 346 mg ; Sodio 2,192 mg

ACDC

Grande concerto ieri sera!
Ho le orecchie che mi fischiano e che mi fischieranno per un'altra settimana!
Grande spettacolo, sti vecchietti rocckeggiano ancora alla grandissima!

Perle della serata: il nostro rock 'n' roll bus, la bambolona gonfiabile, Back in Black, TNT e il bis con Highway to Hell.
ROCK 'N' ROOOOOOL!














venerdì 9 gennaio 2009

Indovina chi?

Uno schizzo a penna, un po' di colore...
Ha gli occhiali? Porta i Baffi?

giovedì 1 gennaio 2009

Yippieeeee!

Quale modo migliore per inaguarare il nuovo anno, dopo brindisi, danze e freddo, di fare qualche bel freno a mano alle sei di mattina?

Yippieeeeeeee!

mercoledì 31 dicembre 2008

L'ultimo dell'anno

Visto che stasera saremo più o meno tutti dispersi per il globo terracqueo scrivo ora l'immancabile post di fine anno.
Fare bilancini è quanto meno una grossa rottura di scatole, ma mentre le ultime ore del 2008 vanno esaurendosi sento una certa nostalgia.
Si tratta di una metafora trita e ritrita, visto che non è certo il calendario a scandire le fasi della nostra vita, ma aggiungere un punto in fondo alla data dà senz'altro un senso di novità e cambiamento.
Fa molto effetto ripensare a dove si era 366 giorni fa (eh sì, anno bisestile!), alla sequenza di eventi che si sono susseguiti fino a ieri, ad oggi, a poche ore fa.
Sarei stato tentato di inserire una sequenza di immagini, ma se da un lato non ne ho voglia, dall'altro in realtà c'è già ed è in questo blog, assieme a pensieri e parole scritte qua e là tanto per liberare qualche idea sopita o scalpitante.

Mediamente quello che sta per finire è stato un buon anno, perchè in una media devono per forza rientrare tanti fattori ed i positivi compensano i negativi. Un po' per tutti ci sono stati periodi davvero di merda, c'è chi li ha già superati, chi li attraversa e chi ha il masochistico gusto di tornare a rificcarci la testa non appena si presenta l'occasione.
Quel però conta è che posso davvero urlare che ho vissuto questo 2008.
L'ho affrontato a viso aperto, senza che fosse una semplice casella da spuntare su un progetto già stilato. Senz'altro ho aperto una nuova pagina, professionale, emotiva, personale insomma, che proseguirà non so bene come, ma che ho voglia di scrivere.
La nostalgia forse deriva da questo, mi ricorda un po' la sensazione che si ha quando si arriva alle ultime pagine di un buon libro. Gli occhi corrono ansiosi alle ultime righe, nonostante i tentativi razionali di mantenersi sul giusto flusso del testo, e quando finalmente superano l'ultimo margine libero e si chiude la copertina per riporre il libro sullo scaffale sembra così difficile lasciar tutto. Ci si è legati alla trama che si è ormai conclusa ed è con una certa riluttanza che si accetta l'idea di scorrere il catalogo per le prossime letture.
Sarà anche che la riproduzione casuale di MediaPlayer sta mettendo in coda una serie di brani da tagliarsi le vene...
Fatto sta che quest'anno ho davvero fatto un milione di cose fantastiche, che ho avuto momenti davvero indimenticabili, con risa irrefrenabili e quell'irresistibile senso di soddisfazione che riempie il cuore solo in rari momenti, sopratutto quando non ce lo si aspetta. Tutto ciò vale molto più degli interminabili istanti di fatica, stanchezza e sconforto. Mi rendo conto ora che quando l'umore oscilla come un metronomo da un estremo all'altro, variando il ritmo in modo imprevedibile, le percezioni si fanno più pungenti, ma proprio per questo più autentiche.
Fa parte del gioco, soprattutto prender coscienza dell'inevitabile precarietà che ci caratterizza in quanto esseri umani. Se lo si accetta è più facile trovare le energie per risalire la china.

In poche parole credo di essere cresciuto, al meno un pochetto.
Non farò buoni propositi, perchè non ne ho mai fatti. Ho sempre preferito pormi degli obiettivi, che non hanno per nulla a che fare con la data sul calendario. Ci sono punti su cui devo senz'altro lavorare, più o meno seri, ma il tempo aiuta a metter tutto al suo posto.
Per ora però mi limiterò a piantarla di farmi delle gran pippe mentali e cercherò di godermi al massimo queste ultime orette, ben conscio che domani mi sveglierò un po' intontito e che tutte queste fregnacce sull'anno nuovo verranno cancellate da un buon pranzo o da un giro in moto.
Perchè alla fine dei giochi è con noi stessi che dobbiamo fare i conti e il diavoletto che ci tiene svegli la notte scavando una bruciante fossa all'imboccatura dello stomaco non tiene certo conto dei foglietti che stacchiamo giorno dopo giorno da un blocchetto appeso al muro.

Quindi non resta che augurare un Buon Anno a tutti ed urlare un grandissimo "MERDA!!!", siamo uomini di teatro in fondo.

lunedì 29 dicembre 2008

DVD to buy list

Altre idee...

Un po' di legenda:
- quelli in grassetto sono già posseduti (o in arrivo)
- quelli con H sono in casa ma non sono di mia proprietà
- quelli in corsivo sono le new entry

Schindler's List
The Departed
Number 23
Fight Club
V per Vendetta
American Gangsters
Shining
American beauty
Little Miss Sunshine
Frankenstein Junior
A piedi nudi nel parco
Long Way Round
Long Way Down
Il Gabbiano Jonathan Livingstone
Iron Man
Un Tram che si chiama Desiderio
Scrivimi una Canzone
School of Rock

Kill Bill vol 1
Kill Bill vol 2
24 ore
Fast and Furious (tutti quanti)




Billy Elliot
La Ricerca della Felicità

Era mio padre
MMVI - Eddie Izzard cofanetto
Noises Off (Rumori Fuori Scena)
Boris (serie TV)
In Bruges
Man on the Moon
Pulp Fiction
Memento
Lilo e Stitch
Alla Ricerca di Nemo
Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato
Chicago
Salvate il Soldato Ryan (vHs)
Alta Fedeltà
Master and Commander H
A Beautiful Mind
Full Metal Jacket
Non è un paese per vecchi H
Cinderella Man H
Se mi lasci ti cancello H
Il Gigante di Ferro

Ieri sera con le Girlz abbiamo visto Sette Anime di Muccino con Will Smith, simpa, ma la trama si capisce da metà del primo tempo (eh eh eh).

Inauguro con le feste natalizie la mia personale lista dei DVD da comperare.
Semplicemente quei film che non solo andrebbero visti, ma che andrebbero tenuti in casa e sfoggiati su uno scaffale.
Ovviamente è tutto puramente opinabile e soggettivo, ma si accettano consigli e commenti!

Che poi questa lista possa servire a chi vuol fare un regalo e si ritrova proprio alla frutta è evidente...

domenica 28 dicembre 2008

Nevica

Mentre stamattina presto ho messo il naso fuori di casa per andare a lavorare (eh sì, Natale a casa ma sabato e domenica di turno) qualche timido fiocco si è lasciato cullare attirato dall'asfalto, sotto un cielo perlato e con un freddo denso ma non tagliente.
Quando finalmente ho potuto far ritorno a casa la città era tutta spolverata e come al solito le strade pulite si sono pian piano diradate fino a casa mia, dove non si vedevano tracce del recente passaggio di qualche veicolo.

Fa sempre un certo effetto vedere i paesaggi a cui si è abituati stinti e foderati di una trapunta farinosa.

mercoledì 24 dicembre 2008

Il sole oltre la nebbia

Come ogni anno ho onorato il rito che mi vede cavalcare la mia insostituibile motarella ed andar girovagando per i dintorni modenesi la vigilia di Natale.
A questo giro devo ammettere che la giornata non prometteva gran che, visto il nebbione impenetrabile ed il freddo pungente, ma si sa che volere è potere (ed anche che per certi versi sono un irrimediabile cretino).
Ad ogni modo è bastato salire un minimo in altitudine per superare la densa coltre di nebbia che avvolgeva la bassa padana e godere di uno splendido sole, riflesso sulla strada ancora umida e luccicante per il sale sparso nottetempo.
Invogliato anche dalla temperatura accettabile mi sono avviato verso Puianello, classica meta dei miei giri più brevi, per poi proseguire verso Marano e da lì Zocca, fino a Bologna alla Madonna di San Luca, verso cui ho sempre un debito di riconoscenza (a suo tempo promisi che sarebbe stata la mia prima meta una volta presa la tanto desiderata patente A e da allora non posso che tornare a salutare un paio di volte all'anno).
L'itinerario ha comportato che io mi ri immergessi in quella specie di vapore rappreso che intasava la conca bolognese, reso tra l'altro grigiastro dallo smog.
Ma così mi son potuto godere la risalita al santuario, mentre la foschia si diradava ed i raggi di luce riprendevano a filtrare. Mi sono ritrovato davanti uno spettacolo unico, l'edificio che pian piano si definiva tra sbuffi biancastri, dominando le colline circostanti.
Ho fatto due passi e sono entrato nella chiesa, dove per puro caso si trovavano delle vecchine di provenienza non ben definita (parlavano forse francese) che si sono messe ad intonare un coro di preghiere davanti all'altare, facendo rieccheggiare un'atmosfera calda e solenne tra le mura ed i banchi.
Uscito dopo la breve sosta, la nebbia stava prendendo la sua rivincita, invadendo rapidamente il cortile abbracciato dalle scalinate. Così pure la vallata circostante si allagava di soffici onde.
Ho rimesso il casco, i guanti e sono montato in sella, lasciandomi alle spalle il santuario mentre veniva inghiottito dalla stessa coltre in cui mi andavo ad immergere.



















martedì 9 dicembre 2008

Ode al Canestrino


















Ode a te o canestrino.
Tu che fai la gioia di ogni bambino.
Tu che il palato lasci impanato
di velato zucchero assai prelibato.

Dall'infazia ti porto nel cuore
nel te o nel latte inzuppato per ore.
Conteso da sempre il primo gradino
con Nutella, Baiocco ed il Tegolino.

Or ora sei un po' sminuito,
venduto in pacchetti di taglio smagrito.
Non più in cartoni lunghi e quadrati
con cui giocavamo a fare i soldati.

Ma tutto ciò ormai non importa,
quando della spesa ti estraggo dalla sporta,
un grande sorriso mi si stampa sul volto
e senza pensarci dal pacco t'ho già tolto.

Il dolce sapor zuccherato coccola le papille
sgranocchiarti in fretta col cuore a mille,
le dita si appiccicano l'une sull'altre
nel piacer di gustare un'opera d'arte.

Ode a te o Canestrino,
in te risiede un che di divino,
devo arrestare queste mie dita
prima che la confezione giaccia finita.

sabato 27 settembre 2008

Un giro in giostra

Il buon Gianni ha vinto l'ingrato compito di andare a presentare un articolo sotto forma di poster al congresso della Società Internazionale di Nefrologia. Accompagnatore d'eccezione nientepopodimeno che il primario.
La location è l'Hotel Marriot di Roma, dal 25 al 28 settembre, tutto gentilmente offerto dalla Astellas (casa farmaceutica che per quanto ci concerne produce farmaci per i trapianti).Il viaggio si svolge su un Eurostar, prima classe, poltrona singola, mille possibilità di regolazione, hostess con giornale e bevande.
Mi contengo e sfrutto il portatile per fare qualcosa di utile (mettere a posto un poster per un altro congresso) e ripassare la presentazione che potrei essere chiamato a fare nei prossimi giorni. Le tre ore passano in fretta ed arriviamo a Roma Termini.
A riceverci dopo una breve telefonata una Mercedes nera con autista infarcita di pelle in ogni dove (anche se le plastiche avevano un aspetto un po' economico).
Purtroppo mentre i minuti scorrevano ci siamo resi conto che l'albergo si trovava davvero fuori rispetto alla città. Scambiando due chiacchiere col prof però vengo a sapere che c'è una navetta che porta in centro, per cui forse ne approfitteremo per trascorrere qualche ora in giro.

L'arrivo al Marriot lascia presagire come proseguiranno i prossimi giorni: situato tra gli uffici generali di Alitalia e Toyota Italia si presenta come una struttura rosso mattone di gigantesche proporzioni. Sbarre all'ingresso, una tipa che fa jogging fin nella hall, avventori stranieri e facchini da film. L'ingresso è grande quasi più della stazione di Modena, pieno di lampioni e con al centro il bar. Al check in viene chiesto documento e carta di credito per gli extra (per cui starò ben attento a non toccare troppa roba in giro). Stanza 2046.

Ci registriamo anche al congresso e ci viene consegnata la borsettina di rito (tristissima!), per la serata è prevista una cena alla “Carbonara”. Prendo l'ascensore dell'ala A e vado al secondo piano: moquette blu e giallo oro, porte in radica, maniglie di ottone...

Aperta la stanza mi si presentano due letti da mille e una notte, due bagni, uno con doccia e uno con vasca, tv lcd piatta, frigobar dentro un mobile in radica... C'è pure la connessione internet ad alta velocità (mica gratis però)! Insomma, non ci facciamo mancare niente. Mi riposo un attimo mentre il Manchester City si impone sul PortsMouth e con un'occhiata al programma individuo il posto dove andare ad appendere il poster.

Nell'ampia sala Michelangelo, nel pieno dei preparativi per i successivi coffe break, rintraccio il mio loculo e mi appresto a fare arte delle mie capacità di scotchatore. Accanto a me ho trovato un medico argentino, che presentava due poster, di cui uno su un argomento simile al mio per cui abbiamo scambiato due parole (pare che loro dopo i due anni vedano molti effetti collaterali... noi siamo solo a 25 mesi di osservazione...).

Rapidamente si arriva all'orario dell'apertura del congresso, che ormai ho capito sarà tutto in inglese. Vi risparmio i dettagli sugli interventi, interessanti quanto complicati da seguire.

A seguire la prima pausa spuntino, con un'offerta sterminata di bevande ma solo arachidi e mais fritto da sgranocchiare. Stiamo perdendo punti!!

Comunque è un'occasione per guardare gli altri poster e rendermi conto che la creatività non è di casa in medicina, sono quasi tutti fatti con power point (e mi ricordo i cancheri che in tipografia tiravano a quelli che usavano i programmi più dispar

ati per creare materiale da stampare). Il mio tutto bello colorato con foto di montagne ed esploratori sembra un fumetto in mezzo a libri di saggistica. Vabbé, vorrà dire che ci faremo notare!

Il Prof è davvero spudorato e mi fa ottenere dagli informatori un mini mouse (due per lui) e tre puntatori laser, oltre che alle penne di rito (che accumulerò in quantità industriale).

La cena merita (carciofi alla giudia e fiori di zucca, penne alla carbonara, ravioli, abbacchio scottadito e dolci al carrello) e ci offre la possibilità di fare due passi per Roma, lanciando un occhiata a Campo dei Fiori e Piazza Navona. E' assolutamente strabiliante quanta gente ci sia in giro un giovedì sera qualsiasi, manco fossimo in via Gallucci nell'orario di punta. Si respira davvero un'altra aria, facce di ogni tipo, locali in ogni dove e ogni angolo meriterebbe di essere incorniciato.


La seconda giornata si apre con una buona colazione, ma mi contengo a tre paste di taglia media e una macedonia con yogurt alla fragola. Contemporaneamente mi sono intrattenuto con l'informatrice farmaceutica della ditta che ci ha offerto il soggiorno, incontrata per caso in ascensore. Mi rimane difficile inquadrare queste figure professionali, per quanto riguarda la modalità di interazione con noi medici si comportano mediamente, chi più chi meno, in modo esageratamente servile. A me che sono ancora giovane e non ho bisogno di sentirmi adulato per credere di possedere una qualche forma di potere suscitano una sorta di tenerezza, nel vederli così impegnati a compiacere gente che è per lo più interessata ai mini mouse e laser pointer che vengono forniti al loro stand.

La giornata è poi proseguita con allucinanti discussioni di genomica, proteomica e quanto di più complicato la scienza possa offrire. Ad accentuare la difficoltà di concentrazione relatori da ogni angolo del mondo che sembravano essersi spartiti i più famosi personaggi dei cartoni, partendo da Yoghi ed arrivando a Pingu.

Ad alleviare le pene degli uditori un discreto pranzo con un meraviglioso tavolo di dolci comprendente: crema catalana, mascarpone al cacao, creme caramel, torta di mele, di kiwi, di ananas, alla fragola, di fragole e crema, al cioccolato, macedonia e non so che altro. Mi sono limitato a tre opzioni, rischiando un tremendo abbiocco durante le successive relazioni.

Il fatto che la Poster Session fosse subito dopo il pranzo e, sopratutto, nella stessa sala ha fatto sì che diventasse un prolungamento del lunch. Al meno qualcuno si è preso le copie A4 del mio poster che avevamo reso disponibili. Ho anche rincontrato il mio vicino, andando poi a scoprire che è il primario della nefrologia dell'Università Cattolica di Cordoba, in Argentina.

La seconda cena si è svolta da Checchino al Pestaccio (dico bene?), più figo dell'altro posto ma si è mangiato meno sia in quantità che in qualità. Stupenda invece la cantina dove ci hanno accompagnato: il quartiere è costruito su una montagna di cocci derivanti dalle anfore che i romani importavano per i loro commerci, ma che essendo troppo costose da rispedire al mittente (per i dazi) vennero spaccate ed impilate, quindi nel locale umido in si potevano osservare le pareti fatte di cocci impilati in modo ordinato a secco.


Il terzo giorno è iniziato con la solita colazione, in onore al Dott. Stefani dopo le canoniche tre paste più macedonia ho mangiato anche due panini (uno farcito alle olive ed uno alle noci) per non trascurare il lato salato dell'alimentazione (considerando che a pranzo mi farò fuori le canoniche tre fette di torta).

Sabato ha dato veramente ottimi spunti, partendo da una relazione sul trapianto pediatrico fino a indicazioni sulle biopsie di protocollo (ma sorvolo). Il mio boss ha pensato bene di dormirsi tutto il pomeriggio, mentre io ho fatto il bravo scolaro (ma ne è valsa la pena!).

Durante la poster session al solito nessuno chiede, ma al meno la gente gira e a fine giornata rimangono soltanto 5 copie del posterino prelevabile (quindi circa una quindicina distribuite, su 400 iscritti non si arriva al 5%...ma vabbé). Però ho le prove che qualcuno si è fermato a leggerlo! Peccato che mi sia accorto che c'è un errore di battitura proprio nel titolo, ma vaffa!

Finalmente alle 18 si stacca la spina e ci si può riposare, per cui colgo l'occasione per fare il nerd e per una volta sfrutto la connessione in camera per pubblicare il post e controllare la mail.

Stasera so che andremo a Trastevere in un poso molto rinomato... vedremo che dire, anche perché domani non avrò modo di connettermi fino a Modena.