martedì 7 luglio 2009

Caponord Giorno 16

KM percorsi 950 – TOT 8711 – Odense/Norimberga

Da Caponord 2009


Credevo di replicare le due righe di ieri e invece….

Piccola premessa, fin da quando siamo partiti la moto di Riccardo oltre a sputare olio dalla testata di sinistra e ad avere problemi di batteria faceva il rumore di un motorino scurreggetta, o meglio di quando alle elementari si mettevano le carte da briscola tra i raggi della bici. Il tutto dovuto alla targa, fissata male, con i fermi un po’ molli, che vibrava sotto le scosse del prepotente motore Guzzi.

Oggi ad una delle solite soste in autogrill ci accorgiamo che uno dei fermi era saltato via, al che proferisco parole sagge e misurate: ti serve una fascetta. Dopo aver pagato la benzina, un panino, un gelato, a Riccardo rimaneva solo da prendere le fascette dallo scaffale e andarle a pagare, ma colto da pigrizia ha preferito non rifare la coda alla cassa per la quarta volta.
Manco a dirlo dopo cento km mi sorpassa e mi accorgo che è senza targa. Accostiamo e tra gli improperi mi attivo in un momento art attack, con un foglio di carta e del nastro isolante nero, ma vado largo con i numeri e non ci sto. Per cui decidiamo di fermarci alla stazione successiva e fabbricare una targa più solida. Il cassiere telefona anche agli scandagliatori dell’autostrada, ma non è stata ritrovata. Ci muniamo di nastro adesivo telato, pennarello nero e, dopo aver fatto un bel fondo bianco col nastro sul porta targa, mi accingo a scrivere la sequenza ormai dispersa. L’effetto finale non è malaccio e ripartiamo per il viaggio.

L’incognita saranno le frontiere… anche se in effetti in Europa non c’è mai nessuno a controllare e per mia esperienza è in genere all’ingresso dei paesi che fanno storie, non in uscita. Mah, all’avventura anche domani!

Caponord Giorno 15

KM percorsi 800 – TOT 7761 – Stoccolma/Odense

Ultimi tre giorni di viaggio. Poco da dire. Tanti km. Un paio di ponti, ma già fatti all’andata. Sosta nel solito campeggino per evitare un acquazzone (arriverà?). Meglio riposarsi!!

venerdì 3 luglio 2009

Caponord Giorno 14

KM Percorsi un tot a piedi - TOT come sopra - Stoccolma

Da Caponord 2009


Oggi ci siamo dedicati alla visita della cittá. Non scriveró gran che, saranno le foto a parlare. Confermo che Stoccolma é una bella cittá, detto poi da me che non amo visitare le metropoli.

Sveglia con tutta calma, purtroppo sotto una discreta pioggia, armati di ombrello e giacche antiacqua da moto, ci siamo diretti verso il centro storico per una colazione con te/caffé e torta. Fortunatamente il sole é uscito in fretta.
Si é proceduto ad un giretto non affrettato secondo la Lonely: ci siamo goduti il parlamento, il palazzo reale con tanto di cambio della guardia (i soldatini che smontavano si sono poi infilati in un pullmann giallo... che ridicolo!), la cattedrale e i dintorni.

Verso le tre eravamo giá all'ostello per pranzare con quel che avevamo comprato in una rosticceria pescivendola: gamberetti e patate per me, aringa per Riccardo.
Relax per un paio d'ore, spostamento delle moto davanti all'ostello (dalle 17 non si paga il parchimetro) ed eravamo giá in pista per il giro serale.

Purtroppo si é di nuovo rannuvolato ed ha accennato una pioggerellina fine, per cui, anche un po' stanchi (oggi abbiamo sentito le tirate dei giorni scorsi) abbiamo deciso di tagliar corto, mangiarci un paninello ed andare in ostello.
Lí ci siamo goduti té e caffé e ci siamo messi a leggere un po'.

Domani si parte verso l'Italia, sará triste e noioso, ma come dico sempre io un viaggio senza ritorno non puó esser definito tale!

Caponord Giorno 13

KM Percorsi 630 – TOT 6961 – Umea/Stoccolma

Da Caponord 2009


Stamattina tanti grigi km in programma. Sveglia, colazione, si fanno armi e bagagli e via, poco da dire.
Purtroppo fatto saliente della giornata mi si sono fracassati gli occhiali da sole. Caduti al benzinaio quando me ne sono accorto una macchina ci era giä passata sopra e con grande gentilezza l'ignoto automobilista ha riposto la montatura (davvero resistente) sulla pompa, dove li ho ritrovati.

Arrivati a Stoccolma l'ostello che avevamo scelto si e´ rivelato strapieno, per cui abbiamo dovuto affidarci alle info turistiche che dopo una considerevole attesa ci hanno ripagato con un bell'ostello in una splendida posizione.
Doccia e giretto in citta´, molto bella, a risollevare l´opinione sulla Svezia e sulle citta' scandinave in generale.
Domani visita piu' estesa, per cui a nanna!

Caponord Giorno 12

KM percorsi 640 – TOT 6331 – Finlandia/Umea (Svezia)

Da Caponord 2009


Davanti a noi si pone l’obiettivo di raggiungere Stoccolma. Sapremo in quanti giorni solo una volta in viaggio. Prima di partire il solito balletto da elettrauto con la moto di Riccardo. La sera prima aveva deciso un po’ per fare la prova, un po’ per resistere all’assalto dei moscerini, di togliere semplicemente i fusibili dalla moto e non rimuovere la batteria. La scelta era in effetti un po’ rischiosa essendo noi gli unici ospiti del minuscolo “campeggio” in cui ci trovavamo. Fatto sta che rimessi i fusibili la moto non parte. Inizia una infinita serie di scampanellate per richiamare i proprietari del luogo nella speranza che siano muniti di cavi, ma non otteniamo risposta. Per magia però la moto si riavvia, mistero… Ci avviamo armati di buona lena per macinare quanti km possibili e ci scontriamo contro la dura realtà: le strade finlandesi hanno limiti di velocità più elevati, asfalto peggiore e sono tremendamente dritte e noiose. Il salto di confine non migliora la situazione, pur in un graduale crescendo di qualità urbanistica. La Svezia è più accogliente ma comunque monotona rispetto alla meravigliosa norvegia. Ad interrompere il viaggio le nostre soste per la colazione, a metà mattina e per il pranzo. In occasione della prima scambio qualche parola con una signora svedese che ha abitato in Svizzera per un po’ e quindi parla uno stentato italiano, nella seconda troviamo accoglienza in un ristorantino in cui ci viene servito un piatto “typically Swedish”: due o tre fette di una sorta di prosciutto cotto grigliato, insalatina, uovo all’occhio di bue e salsina. Non male, ma è tristissimo vedere come si mangia all’estero. Il viaggio procede di gran carriera, due gocce di pioggia, tanti autovelox ben segnalati, un mio rotolo di sacchetti a sventagliare come un aquilone mentre si srotolava dal ragno sul sellino posteriore e poco altro.

Siamo arrivati in serata nei pressi di Umea, dove ci siamo fermati per la notte in un campeggio ultraturistico. Ci siamo goduti una birretta (non ho ancora scritto che nei paesi scandinavi l’alcool è costosissimo, nei supermercati non si vende dopo le 20 e che va consumato sul posto, perché hanno gravi problemi con i giovani che si schiantano di sbronze e si macellano il fegato), ci siamo fatti da mangiare e facendo due conti abbiamo stabilito il piano d’azione: arrivo nella serata di domani a Stoccolma, pernottamento, giorno di visita, pernottamento e via verso l’Italia in tre tappe.

Caponord Giorno 11

KM percorsi 445 – TOT 5691 – Caponord/Finlandia (Incrocio 93/E8)

Da Caponord 2009


E così inizia il ritorno. Abbiamo modificato l’itinerario in modo da fare la strada costiera svedese fino a Stoccolma, concedendoci in base alla voglia che avremo una deviazione nella regione dei laghi. Da oggi dovremo marciare, senza una meta immediata perché la guida Lonely dà un ritratto della Svezia abbastanza deludente (ed in ogni caso le attrattive sono nel sud che abbiamo già attraversato).

Si parte con calma, con l’idea di fare colazione per strada. Se non che Riccardo rimane senza benzina lungo la strada che scende da Caponord (occhio che i benzinai sono molto radi). Per fortuna siamo vicini ad un negozio di souvenir, per cui entro per chiedere se hanno della benzina, mal che vada andrò al paese più vicino (a 20 km di distanza) con la mia tanica di emergenza a prendere un paio di litri. All’interno la gentile signora mi chiama il marito, un omone dalla faccia da Pino Insegno, estremamente gentile e soprattutto motociclista come noi. Ha una R1200GS adventure, che dice di aver comprato proprio perché ha il serbatoio enorme ed ironizza sulla Guzzi di Riccardo, ammiccando a me che ho un GS. Scopriamo che viene regolarmente in vacanza in Italia, l’ultima volta in Sicilia. Gli dico che speriamo di potergli offrire un caffè, e non benzina, al suo prossimo viaggio. Lui non vuole nulla per il carburante e Riccardo acquista qualcosa nel negozio, che tra l’altro offriva manufatti d’oro e d’argento di buona fattura (e quindi carucci).

Ripartiti ci siamo fermati ad Olderfjord per la colazione diventata pranzo, io mi sono goduto tremendamente i miei auto costruiti panini al salame (soprattutto perché avevo fatto colazione con una bottiglietta d’acqua e polase) e la coca cola. Un’occhiata alla carta, si imposta il navigatore e si riparte.

Di qui in poi tanti km, un cielo con nuvole a sprazzi ma la temperatura che torna sui 20°C dopo gli 8 di Caponord. Ci svestiamo lungo il percorso, passiamo in Finlandia che è un’ora avanti, ha l’euro e ha dei limiti di velocità più alti su strade peggio tenute che in Norvegia. Dopo 440 km ci fermiamo prima di imboccare la E8, in un posticino con hytte dalla forma strana, a rombo, molto spaziose e super economiche: 25€ a notte! Il resto dell’insediamento è un po’ molto alla buona, ma ci si adatta. Nota negativa moscerini e zanzare in quantità, ma ci chiudiamo in casa e siamo al riparo. Riesco anche a sniffare il wifi non protetto della proprietaria (credo) ma mi chiude la connessione prima che abbia scritto il diario di bordo e quindi dovrò rinviare l’upload, magari a domattina.

Caponord Giorno 10

KM percorsi 278 – TOT 5246 – Alta/Caponord

Da Caponord 2009


Finalmente è arrivato il grande giorno. Oggi approderemo alla meta del viaggio, il punto più a nord d’Europa. Il kilometraggio è volutamente scarso per poter assaporare l’arrivo al meglio. Ci alziamo di buon mattino e via!

Chi mi ha detto che arrivare a Caponord in realtà è solo uno sfizio, il gusto della meta fine a se stesso, non ha capito nulla o semplicemente non è un motociclista. L’ultimo tratto di strada, in particolare i 120 km da Olderfjord, è semplicemente meraviglioso. Ampie curve su di un percorso tortuoso ma guidato, medie orarie sostenute e non stancanti, monti sempre più spogli, l’acqua dei fiordi lambita dal vento, in una poesia di saliscendi che ti inviterebbero a guidare ancora per ore. Tra l’altro, come avevo letto in altri report di viaggio, i cartelli che segnalano l’attraversamento delle renne vengono finalmente onorati in questo tratto. Anche noi abbiamo dovuto fermarci perché la strada era sbarrata dalle renne, che abbiamo nuovamente incontrato diverse volte sul nostro percorso.

Arrivati in cima abbiamo fatto le foto di rito, io ho visitato la cappella dedicata a San Giovanni per fare un ringraziamente e la mia solita richiesta di assistenza (non proprio stradale…) e buttato un occhio nel museo tailandese (un re tailandese è venuto a Caponord e da allora questa è divenuta meta di continui pellegrinaggi dei suoi sudditi). Dopodiché ci siamo rifocillati con un hotdog ed un insalata, di gamberetti io e di patate Riccardo. Infine ci siamo lanciati all’acquisto di souvenir, così ho potuto mettere le mani sui due sacri oggetti del mio desiderio: l’adesivo da mettere sul parabrezza e la pin da mettere sulla giacca.

Finito di sollazzarci siamo scesi di una decina di km per trovare posto nel campeggio adiacente. Subito dopo ci siamo cambiati e lanciati nell’escursione che porta al Knivskjelodden, vero punto più a nord d’Europa (Caponord era stato ritenuto tale dall’esploratore, inglese direi, che vi giunse mentre cercava il passaggio a nord est). La guida e la proprietaria del campeggio ci dicevano che era una camminata di 9 km andata e ritorno di circa 6 ore. Spavaldamente ci siamo avviati armati di una bottiglietta d’acqua a testa. Come due stronzi abbiamo immediatamente sbagliato strada allungando al meno di un’ora e mezza facendo una scoscesissima pietraia, poi ci siamo ricongiunti al sentiero vero ed abbiamo proseguito, con un freddo ed un vento sferzanti. Non senza fatica siamo arrivati alla meta, in cui si custodisce un registro in cui firmare la propria presenza ed in cui io ho disegnato un paesaggio della veduta di Caponord che si staglia lì di fronte. Poi è ripresa la camminata per il ritorno. Ed è stata la tragedia. Avendo saltato la colazione, avendo pranzato con un micragnoso hot dog ed avendo io sudato al solito come un porco sono andato contemporaneamente in ipoglicemia e con gli elettroliti sotto i piedi. Dopo una salita esagerata ha cominciato a girarmi la testa a tratti, ma soprattutto le gambe non mi reggevano più. A più di due ore di cammino dal parcheggio dove avevamo lasciato le moto mi sono accasciato addosso ad una delle pile di sassi che contrassegnavano il cammino, per prendere un po’ di fiato. Dire che non mi sono mai sentito così sfinito è un eufemismo. Per altre due volte mi sono rialzato e mi sono riseduto, ogni volta che facevo franare il sedere per terra mi sembrava di essere in una scena da film in cui ti dicono “Non addormentarti, qui fa freddo, dobbiamo andare avanti!”, perché avevo solo voglia di stare lì e dormire. Spinto da Riccardo a non fermarmi non so come ho messo un piede davanti all’altro e ce l’ho fatta. In alcuni momenti ho davvero creduto che sarei rimasto lì se non mi fossero venuti a prendere in barella. Un enorme grazie va a Riccardo che mi ha fatto da spalla per un bel pezzo, un grazie più piccolo alla tizia che lungo il tragitto mi ha rifilato delle caramelle gommose squallide, probabilmente senza zucchero, che mi hanno fatto star anche peggio, un enorme grazie anche alla signora tedesca che nel parcheggio mi ha dato una fetta di pane e salame ed uno yoghurt.

Tornati alla hytte, con un freddo boia perché avevo le maglie fradice, mi sono messo a letto, mi sono goduto il polase (e i crampi alle gambe per cui lo ho preso…), il risottino delle buste ed un meritato riposo. Da questa avventura ho imparato che non andrò mai più a fare un’escursione senza cibo a sufficienza per una settimana e soprattutto con una giacca da moto che pesa 5 kg. Rimane però la soddisfazione di un ricordo indelebile della giornata a Caponord e di aver lasciato una firma sul registro che è in effetti la vera meta del viaggio.